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Nuovi arriviFranco Cordelli (articolo interamente dedicato allo scrittore Stefan Zweig), Corriere della Sera, 14/08/2010: "Mancano però all'appello i libri più famosi [di Zweig], «Lettera d' una
sconosciuta», da cui Max Ophuls trasse il celebre film, e soprattutto
«Il mondo di ieri»."
Lettera d'una sconosciuta non manca all'appello già dal 2009, pubblicato da Adelphi. Il mondo di ieri è negli Oscar Mondadori dal 1994. Carlo Federico Grosso (celebre avvocato penalista), La Stampa, 21/05/2010: "Come non sapremo più se un parlamentare, un presidente o un sindaco hanno peculato, rubato..."
E sapremo più se un ladro ha furtato? Un che assassino ha omicidato? Un legale ha avvocato? Lorenzo Mondo (critico letterario), La Stampa, 09/05/2010: "Senza indulgere a visioni apocalittiche, siamo indotti a riflettere leopardianamente sulla precarietà delle «umane sorti e progressive»."
A dire il vero quelle di Leopardi erano «magnifiche». Nella memoria di Mondo diventano «umane» per inclinazione all'«errare». Aldo Grasso (critico TV, docente universitario - sic - di Storia della TV), Corriere della Sera, 21/02/2010: "…ricordano l'estetica sporca della docu-fiction e il
confessionale del reality (come in The Office)…"
Capolavoro comico celebre in tutto il mondo, The Office non era un talent show, non aveva nessun confessionale, ed era semmai una parodia di docu-soap. Roberto Castelli (già ministro della Giustizia), Ballarò, 10/11/2009: "I nostri padri costituzionali hanno incontrodotto l'articolo 68…"
Valerio Cappelli (inviato al Festival di Venezia), Corriere della Sera, 13/09/2009: "Due debutti, che vengono da due Paesi che si odiano: Lebanon il grido israeliano contro la guerra tutto girato dentro un carro armato, e Women Without Men, il grido per i diritti umani dell'iraniana Shirin Neshat. Diversamente dal regista di «Lebanon», Shirin Neshat è tutt'altro che una debuttante, avendo già diretto una dozzina di film. "L'altro debutto, quello dello stilista Tom Ford, ha regalato l'applauso più forte (...) La miglior attrice, per La doppia ora di Capotondi (ed è il quarto debutto tra i premiati) è Ksenia Rappoport." Ksenia Rappoport è tutt'altro che una debuttante, avendo recitato in una ventina di film (compreso «La sconosciuta» di Tornatore). Gillo Dorfles, Corriere della Sera, 08/03/2009: "…si pensi a casi come quello di Cattelan (con i suoi manichini impiccati o il suo pontefice colpito dal razzo)…"
Quello che abbatteva il papa non era razzo bensì meteorite. Paolo Zaccagnini, L'Unità, 06/12/2008: "…poi via di corsa, nel caldo del locale. Les Bains Douces. Allora fulcro delle notti parigine, ex lussuoso bagno turco…" "…ci siamo sbagliati. Tutti al Bains Douces?"
Il «critico rock per eccellenza», come lo definisce l'Unità, ne sa così poco da prendere «docce» per «dolci». Sebastiano Grasso (responsabile della sezione Arte), Corriere della Sera, 23/11/2008: "Naturalismo, linguaggio simbolista, pittura en plein aire, impressionismo…" "D'altronde, facendo un salto indietro, bisogna tener conto che è stata la pittura en plein aire dell'olandese…"
Variante grassiana della celeberrima pittura «en plein air» di Manet: trattasi di dipinti realizzati al centro dell'area, in polemica con la scuola che li preferiva sulle fasce o lungo il perimetro (pittura «en plein périmètre»). Antonio D'Orrico (critico letterario), Magazine CdS, 11/09/2008: "«La nebbia agli irti colli» di Pascoli è il lamento del cittadino alle prese con i cavilli..."
…e sotto il demenziale urla e biancheggia Giosuè. Paolo Mereghetti, Corriere della Sera, 05/09/2008: "…un film d’autore che più d’autore non si potrebbe, e «The hurt locker» (Il lucchetto spezzato)…"
«The hurt locker» significa "la cassetta del dolore". Nel caso specifico, il titolo del film recensito da Mereghetti si riferisce alla cassetta in cui vengono raccolti e spediti in patria i resti dei soldati americani dilaniati delle mine in Iraq. Fulvia Caprara (inviata alla Mostra del Cinema), La Stampa, 27/08/2008: "Muller continua a ripetere che i titoli sono in tutto otto (ma secondo altri calcoli sono molti di più)…"
Quali «altri calcoli»? E quanto sarebbe «molti di più»? Segreto professionale? Claudia Provvedini, Corriere della Sera, 07/08/2008: [pagina dedicata ai festival teatrali] "…si punta alla freschezza dei lavori incompiuti a Castiglioncello."
In realtà si stratta di lavori «inediti». Incompiuti sono gli studi, a quel che sembra. Maria Pia Fusco (critico cinematografico), La Repubblica, 07/04/2008: "Charlton Heston… accettò la trasformazione fisica in Il pianeta delle scimmie di Franklyn [Franklin] J. Shaffner [Schaffner] e partecipò…"
Nel Pianeta delle scimmie, Heston ha solo i capelli un po' lunghi: una «trasformazione» davvero traumatica. Fulvio Irace (storico dell'architettura, articolo su mostra di architettura), Il Sole 24 Ore, 03/02/2008: "A sessantasei anni, nel 1977, quando è morto a [?] seguito di un incidente d'auto, Aldo Rossi era l'architetto… Il Pritker Price nel 1990 l'aveva infatti proiettato… Per il curatore della mostra, Francesco Meschini…"
Nell'ordine: non 1977 bensì 1997. Non Pritker bensì Pritzker. Non Price bensì (ovviamente) Prize. Non Meschini bensì Moschini. Mirella Appiotti (cronista di editoria), TTL La Stampa, 06/10/2007: “Entro il 2007 i due romanzi paradossali… Dio ne scampi dagli Imbriani di Vittorio Orsenigo (1876) e Dio ne scampi dagli Orsenigo una sorta di risposta di Vittorio Imbriani (2007).”
A essere del 1876 è il romanzo di Imbriani. E del 2007 è la «sorta di risposta» di Orsenigo. L'esatto contrario, insomma. Indietro Indietro |