RACCAPRICCIO

Mostri, papere e scelleratezze della stampa italiana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Nuovi arrivi

Gad Lerner (incipit articolo in prima pagina), La Repubblica, 27/08/2010:
"Sapiente e immaginifica, la sequenza delle diapositive che scorrono dietro alla polo nera di Sergio Marchionne sul palco riminese, ne esalta il profilo avveniristico, extraitaliano, ma non ne stempera la tensione."
Per quanto la polo nera possa avere un profilo avveniristico ed extraitaliano (forse in virtù del design), come fa ad avere una tensione? Forse quella del filato?
"Meno scontato è il riferimento che Marchionne ha voluto fare, raccogliendone il più caldo dei consensi riminesi."
Per quanto possa essere caldo, come fa il consenso a essere del riferimento?

Sandro Bondi, Corriere della Sera, 02/08/2010:
"Se non lo farà infliggerebbe, purtroppo, un duro colpo alla propria stessa credibilità e ne deriverebbe un caso..."
Ministro. E della cultura.

Franco Siddi (segretario Federazione Nazionale Stampa Italiana), Ansa, 06/07/2010:
'Un silenzio che diventerà assoluto su molte innumerevoli notizie [?] quando e se il decreto legge sara' approvato… Se il premier introduce novità sostanziali nel dl, oppure se coloro che in queste ore, e anche
in qualche giornale da posizione autorevole ventilano proposte alternative, dovessero organizzare ciò che finora non si è riuscito a fare e cioè una forte iniziativa che evidenzi i pericoli e i problemi del decreto legge, allora potremmo tenerne conto."
Se a scrivere così è il segretario del sindacato giornalisti, come stupirsi di quel che si legge sui giornali?

Alessandro Piperno, Corriere della Sera, 20/06/2010:
"Non so se per proteggerli, o se spinto da ragioni scaramantiche, ma le tele di Bernardo sono rivolte verso il muro."

Maurizio Costanzo, Il Messaggero, 14/06/2010:
"Certo che qualche altro arresto eccellente e i lavori andranno avanti spediti."

Renato Brunetta, Corriere della Sera, 11/06/2010:
"Se Grasso avrà voglia e interesse a discuterne, ne sarei felice." "Ma ove sia, perché Grasso non s'è mai fatto venire tale scrupolo quando il giornale per cui scrive, come tutti gli altri, pubblica le classifiche dei redditi in capo ai politici?"

Paolo Conti, Corriere della Sera, 06/06/2010:
"…nelle mani di Masi. Che però ha nello stesso Minoli, dicono alla direzione generale, un ascoltatissimo consigliere. Essendone l'ex direttore-inventore dei due canali-strutture. "

Natalia Aspesi (stramazzando la incolpevole Sabina Guzzanti), La Repubblica, 14/05/2010:
"…non è censurare chi la pensa diversamente, ma chi crede ciecamente in loro [?], e a cui gli altri vengono additati come estremisti."

Marco Galluzzo, Corriere della Sera, 13/05/2010:
"A chi lo ascolta, anche ieri, nelle tante riunioni tenute a Palazzo Grazioli, capita sempre più spesso…

Fabio Monti, Corriere della Sera, 12/04/2010:
“…che aveva fatto espellere Maicon all’ultimo minuto per essere stato insultato dal brasiliano (due giornate di squalifica).”
Quindi essere insultato è fallo da espulsione? O solo essere insultato da un brasiliano anziché, chessò, da un monegasco?

Natalia Aspesi, La Repubblica, 31/03/2010:
"…quando si fa l'amore. Soprattutto nel corpo femminile, di cui ancora si preferiva non sapere di quale trambusto avvenisse nei loro ignoti e temuti recessi."

Maria Teresa Meli, Corriere della Sera, 28/03/2010:
"Lui è famoso, ma la sua formazione politica, arranca e finora non ha mai giocato una partita vincente."

Vittorio Zucconi, La Repubblica, 22/03/2010:
"Il cratere di impopolarità è stato aperto dall'ideologia e dall'ostilità repressa contro quel presidente così diverso che ha trovato, quello sì nei «cavalli di Troia» della riforma, il mezzo per esplodere senza apparire esplicitamente razzista."
Obama razzista? O Zucconi casinista?

Paolo Mereghetti, Corriere della Sera, 03/03/2010:
"Il cinema ha delle regole che non si possono ignorare e se si vuole che il pubblico non pensi di aver sprecato il prezzo del biglietto deve [?] potersi appassionare a quello che vede sullo schermo. Poi ci penserà il destino o la polizia a mettere le cose a posto, e la punizione potrà essere più o meno spettacolare, più o meno severa, ma fino ad allora un qualche fascino devono avercelo [chi?]. Altrimenti non vale nemmeno lo sforzo di sceglierlo [chi?] come protagonista di un film. Chi fa cinema non può ignorarlo [chi?]. A Hollywood come a Cinecittà."

Felice Cavallaro, Corriere della Sera, 17/11/2009:
“L'unica cosa che gli risulta è il suo febbrone, costretto a letto da due giorni.” Anche la febbre ha l’influenza?
“Il termo­metro bolle e chiede di essere lasciato in pace, ma poi la rab­bia delle «ingiuste accuse»…” Termometro parlante?
“«Il processo si stava chiuden­do, penso andando bene».” Attribuita a un Dell’Utri in versione me-Tarzan-tu-Jane.

Franco Cordelli, Corriere della Sera, 21/06/2009:
"Non so se, nel passaggio dal romanzo allo spettacolo, che una comunità, presente all'inizio alla fine, sia ristretta a un quadretto abbia un senso."

P(aolo) I(sotta), Corriere della Sera, 01/06/2009:
"…tu vi vedi i tratti  di una personalità psicopatica e probabilmente ai confini della paranoia, priva di un’autentica causa artistica che la ascolti non senza un moto di disgusto."

Maurizio Costanzo, Il Messaggero, 15/05/2009:
"Lei deve cercare di far ragionare il fidanzato rimasto nella città natale e potreste organizzarvi in modo che lei torna un giorno di più da lui e lui un giorno di più da lei."

Natalia Aspesi, La Repubblica, 03/05/2009:
"Forse non è un caso che questa bella ragazza nata in Belgio, adolescenza in Olanda, passaporto inglese, divenne una star…"

Vittorio Zucconi, La Repubblica, 23/04/2009:
"…quella che più di ogni altra aveva creato la bolla dei mutui avvelenati con la garanzia del governo. E che neppure 60miliardi di fondi pubblici pompati nelle sue vene è riuscita ancora a risanare."

Domenico Quirico, La Stampa, 29/11/2008:
"Sembra già una scelta severa se il fatto che avvocati e poliziotti che fanno parte della Commissione non avessero vigorosamente invocato addirittura i dieci anni non convertisse a sollievi da scampato pericolo."

Vittorio Zucconi, La Repubblica, 22/03/2008:
"…ha cercato di rassicurare tutti il sotto, ma mica tanto segretario Pat Kennedy e la sua è stata la classica…"


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