RACCAPRICCIO

Mostri, papere e scelleratezze della stampa italiana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Nuovi arrivi

Grazia Longo (articolo sugli strafalcioni degli aspiranti avvocati), La Stampa, 16/02/2010:
"E che si tratti di un trendy nazionale è confermato anche da un illustre componente della commissione centrale..."

Cesare Segre (docente universitario, lamentando il degrado della lingua italiana), Corriere della Sera, 13/01/2010:
"Pensiamo all'uso di punteggiare qualsiasi discorso con invocazioni al fallo maschile, naturalmente nel registro più basso, che inizia con la c."
Invocazioni al?
Fallo «maschile» per distinguerlo dal ben noto «fallo femminile»?
Registro che inizia con la c - quindi «cazzo» sarebbe un registro?


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